Operating a proton therapy facility

Gestione di una struttura per la protonterapia

IBA - Il tuo partner per la protonterapia

Con la protonterapia, un centro oncologico può restare al passo con i progressi scientifici e offrire ai pazienti i trattamenti più all'avanguardia.

Scegliendo il partner giusto, un'impresa complessa può trasformarsi in un progetto semplice e ben eseguito.

5 cose importanti che devi sapere riguardo al tuo futuro centro di protonterapia

Spese di esercizio annuali

Questa cifra varia leggermente a seconda del tipo di sistema che scegli: consulta i grafici illustrativi per Proteus®ONE e Proteus®PLUS.

Personale medico

Il centro dovrà dotarsi di professionisti altamente qualificati con le seguenti specializzazioni:
Oncologia
Fisica medica
Medicina interna
Infermieristica
Radioterapia
Amministrazione

Il training è veramente completo solo se copre gli aspetti accademici, pratici e operativi della protonterapia. La formazione pratica è una parte integrante del training del personale. Il training può svolgersi in sede, dopo l'apertura del centro, oppure presso un'altra struttura operativa ospitante, prima che il centro venga inaugurato.

Qui trovi gli specialisti di cui avrai bisogno per le soluzioni Proteus®ONE e Proteus®PLUS.

 

Numero totale di pazienti trattati

Per essere economicamente sostenibile, il tuo centro di protonterapia dovrà avere un certo numero di pazienti ogni anno. Per non andare incontro a perdite economiche, potresti concordare con gli ospedali che venga inviato al centro un numero minimo di pazienti ogni anno. Analizzando i dati interni degli ospedali, puoi fare una stima della percentuale di pazienti che fanno la radioterapia tradizionale e che potrebbero essere idonei alla protonterapia. Mediamente un centro può trattare circa 300 pazienti all'anno per ogni sala.

Il numero di pazienti trattati dipende dal sistema che scegli.

Proteus®ONE
PAZIENTI TRATTATI* A REGIME TRA 300 E 350 ALL'ANNO
NUMERO DI FRAZIONI* EROGATE TRA 35 E 50 AL GIORNO

Proteus®PLUS
PAZIENTI TRATTATI* A REGIME TRA 1000 E 1500 ALL'ANNO
NUMERO DI FRAZIONI* EROGATE TRA 125 E 180 AL GIORNO

Tipica ripartizione delle tipologie di pazienti

Le caratteristiche fisiche dei fasci di protoni consentono una migliore distribuzione della dose, con un migliore guadagno terapeutico.
Il vantaggio clinico sta nell'impatto comparativo della protonterapia, quando questa viene usata con intento curativo oppure con l'intento di salvaguardare i tessuti sani per patologie oncologiche e non oncologiche e quando questa viene messa a confronto con trattamenti alternativi come i raggi fotonici. Questa distinzione può avere ripercussioni sulla sopravvivenza, sulla progressione della malattia, sulla sicurezza, sulla qualità della vita del paziente in relazione al suo stato di salute e sull'esito finale.
L'aumento dell'attenzione nei riguardi della medicina basata sulle evidenze rende necessaria una valutazione dei risultati clinici attualmente a favore dell'uso della protonterapia rispetto alle altre tecniche, in modo da aiutare il medico e il paziente a scegliere l'opzione più adatta.

L'American Society for Radiation Oncology (ASTRO) raccomanda che i pazienti siano selezionati in base al beneficio clinico aggiunto che la protonterapia può offrire. In parole povere, la protonterapia viene presa in considerazione nei casi in cui è importante preservare i tessuti sani circostanti al tumore e questo obiettivo non è raggiungibile in maniera soddisfacente con la terapia fotonica. La protonterapia si raccomanda genericamente quando:

• Il volume tumorale si trova nelle immediate vicinanze di uno o più organi vulnerabili ed è necessario che vi sia un netto gradiente di dose esternamente al bersaglio per evitare di superare la dose di tolleranza in quei tessuti.
• È necessaria una riduzione della disomogeneità della dose in un volume di trattamento elevato, per evitare un “hot spot” di dose eccessiva nel volume trattato, così da ridurre i rischi di tossicità precoce o tardiva dei tessuti normali.
• Una terapia fotonica aumenterebbe le probabilità di tossicità clinicamente significativa per i tessuti sani, superando una soglia basata sulla dose integrale associata con la tossicità.
• La stessa zona, o una zona immediatamente adiacente, è stata irradiata in precedenza e la distribuzione della dose nel paziente deve essere scolpita in modo tale da non superare la dose di tolleranza cumulativa dei tessuti sani vicini.
Il pieno sfruttamento dei vantaggi dosimetrici della protonterapia comporta un aumento della complessità del trattamento, rispetto ad altri tipi di radioterapie. È dunque indispensabile che gli oncologi comprendano profondamente quali sono i vantaggi e quali le conseguenze.

L'immagine mostra una tipica ripartizione delle tipologie di pazienti.

Tipica programmazione delle attività

Questa cifra varia leggermente a seconda del tipo di sistema che scegli, comunque l'operatività è di circa 250 giorni all'anno per 15 ore al giorno.

Di norma, a partire dall'approvazione definitiva del progetto i nostri clienti hanno accesso primario al sistema di protoni per il trattamento dei pazienti (a fini clinici o di ricerca) e alle attività di controllo della qualità. Attualmente molti centri IBA seguono una programmazione come quella indicata di seguito:

• Nei giorni feriali: 2 turni giornalieri (16 ore)
• Il sabato: 1 turno giornaliero (8 ore)

Ad esempio, una programmazione giornaliera potrebbe essere:
 6:00 – 7:00, lunedì – venerdì: controlli qualità
 7:00 – 21:00, lunedì – venerdì: trattamenti pazienti
 21:00 – 22:00, lunedì – venerdì: calibrazioni
 6:00 – 7:00, sabato: controlli qualità
 7:00 – 13:00, sabato: trattamenti pazienti
 13:00 – 14:00, sabato: calibrazioni

 

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